Villalago è uno di quei borghi che ti fanno venire voglia di dire “ok, qui ci torno con il sole”. Noi ci siamo passati il 23 dicembre 2025, in una giornata piovosa e grigia (di quelle che ti complicano i piani), mentre lasciavamo l’area camper di Scanno e ci spostavamo verso Villetta Barrea. Eppure — plot twist — è stata una delle tappe più memorabili del viaggio.
Sommario dell'articolo
- Arrivare a Villalago in camper (e l’incontro con i cervi)
- Dove parcheggiare a Villalago
- Com’è Villalago: piccolo, verticale e super scenografico
- Origine del nome: “Valle de Lacu” e la storia dei (tanti) laghi
- Cosa vedere a Villalago
- La Torre medievale e la terrazza panoramica sul Lago di San Domenico
- Il vecchio municipio
- La Chiesa della Madonna di Loreto
- La statua dell’orsa (e il legame del borgo con la fauna)
- Cosa fare a Villalago (in base alla stagione)
- Giro fotografico nel centro storico
- Belvedere e panorama
- Lago di San Domenico ed Eremo (meglio con meteo buono)
- Escursioni e natura: Gole del Sagittario
- Eventi e tradizioni
- Cosa vedere nei dintorni (e com’è andata a noi)
- La nostra mini-conclusione: Villalago ci deve una giornata di sole
Il motivo? Non solo il borgo in sé, tutto vicoli, pietra e scalinate, ma soprattutto quello che è successo ancora prima di arrivare in centro: un branco di cervi che brucava tranquillamente come se noi (e il camper) fossimo un dettaglio trascurabile dell’universo. E niente, quando ti capita una scena così, capisci perché certi posti non sono solo “belli”: sono vivi.



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Villalago sta in Abruzzo, in provincia de L’Aquila, in una posizione dominante sulle Gole del Sagittario, tra il Lago di San Domenico e il Lago di Scanno.
È anche inserito nel club de “I Borghi più Belli d’Italia”, e onestamente… ci sta tutto.
Arrivare a Villalago in camper (e l’incontro con i cervi)
Noi non avevamo in programma di fermarci a dormire qui: Villalago è stata una tappa “di passaggio”, però di quelle che ti ribaltano la giornata.
Arrivando in camper, in via Don Giovanni Bosco, ci siamo trovati davanti un branco di almeno una ventina di cervi, lì a brucare l’erba con una calma olimpica. Ci siamo fermati, abbiamo parcheggiato e scattato qualche foto da lontano, senza avvicinarci: anche perché in zona ci sono cartelli che indicano come comportarsi con gli animali selvatici (e fanno bene: la natura si guarda, non si disturba).
Questa cosa dei cervi non è “folklore da Instagram”: Villalago viene spesso raccontato proprio come borgo legato alla fauna (e negli ultimi anni è diventato famoso anche per la presenza dell’orso in zona).
Dove parcheggiare a Villalago
Noi abbiamo lasciato il camper in un parcheggio trovato su Park4Night, perché non dovevamo passare la notte. Qui la cosa più sensata è: parcheggiare comodi e poi girare a piedi, perché il borgo è compatto e il bello è perdersi tra le stradine.
Com’è Villalago: piccolo, verticale e super scenografico
Villalago è un borgo che “sale”. E quando dico sale, intendo proprio che è fatto di scale e salite, con vicoli stretti, piazzette e scorci che si aprono all’improvviso. Questa è la parte affascinante… ma è anche il motivo per cui, se sei con un passeggino, non è la visita più comoda del mondo.



Con Niccolò (5 anni) ce la siamo goduta, perché lui cammina e si diverte a fare “l’esploratore”. Ma se hai un bimbo più piccolo e passeggino al seguito, preparati mentalmente: non è il set perfetto.
Origine del nome: “Valle de Lacu” e la storia dei (tanti) laghi
Qui c’è una chicca: secondo diverse fonti locali, il nome Villalago sarebbe legato a “Valle de Lacu”, un riferimento antico alla presenza dell’acqua e, secondo una tradizione, addirittura a nove laghi (molti dei quali scomparsi).
In pratica: Villalago porta nel nome il suo DNA. E quando sei lì, tra lago, gole e montagne, lo capisci subito.
Cosa vedere a Villalago
Noi l’abbiamo visitato in modalità “piove, quindi ci prendiamo il borgo”, concentrandoci sulle cose principali e più vicine tra loro.
La Torre medievale e la terrazza panoramica sul Lago di San Domenico
Il punto che ci è rimasto più impresso è la Torre medievale (o rocca), perché lì vicino c’è una terrazza-belvedere con un panorama davvero notevole. Da qui si vede il Lago di San Domenico e ti viene immediatamente voglia di tornarci con il sole, perché capisci che nelle giornate limpide deve essere una roba da “rimango zitto due minuti”.



Tra l’altro, la rocca/complesso medievale viene spesso descritta anche come belvedere vero e proprio, ed è uno dei riferimenti principali del borgo.
Il vecchio municipio
Passando nel centro, abbiamo visto anche il vecchio municipio: è uno di quegli edifici che raccontano la Villalago “di comunità”, non solo quella turistica. In varie descrizioni viene citato come edificio storico con torre dell’orologio e funzioni culturali.
La Chiesa della Madonna di Loreto
Noi siamo entrati nella Chiesa della Madonna di Loreto, che è la parrocchiale del borgo. È una chiesa con radici antiche (citata già in epoca medievale) e un interno che porta i segni delle trasformazioni nei secoli.
Se hai poco tempo, questa è una delle tappe che vale la pena inserire perché ti dà un “punto fermo” nel giro, oltre a un momento di pausa (che con la pioggia non guasta mai).
La statua dell’orsa (e il legame del borgo con la fauna)
Nel borgo abbiamo visto anche la statua dell’orsa. E qui si apre un tema interessante: Villalago negli ultimi anni è stato spesso raccontato come un paese che convive, in qualche modo, con la fauna selvatica e in particolare con l’orso marsicano (ovviamente: da rispettare, sempre).

Non è una cosa “da parco divertimenti”, anzi: è proprio un promemoria di dove sei. In montagna, in un Abruzzo che è ancora Abruzzo.
Cosa fare a Villalago (in base alla stagione)
Noi abbiamo fatto una visita breve (e molto bagnata), però Villalago ha due anime: quella del borgo e quella “outdoor”.
Giro fotografico nel centro storico
Anche con la pioggia, Villalago funziona benissimo per una passeggiata lenta: vicoli, scalinate, archi, pietra. Il consiglio pratico è banalissimo ma salva la giornata: scarpe giuste e ritmo tranquillo.
Belvedere e panorama
Il belvedere vicino alla torre è la tappa che “chiude il cerchio” perché ti fa capire subito la geografia del posto: sei tra lago e gole, in una Valle che sembra disegnata apposta per farti fermare a guardare.
Lago di San Domenico ed Eremo (meglio con meteo buono)
Noi al Lago di San Domenico ci eravamo passati il giorno prima (22 dicembre) andando verso l’area camper di Scanno. Poco prima del lago c’è uno slargo dove il nostro camper (6,99 m) è entrato perfettamente: pioveva forte, quindi non abbiamo “vissuto” il lago come merita, però già così intuivi la bellezza del posto.
Il lago è famoso per l’Eremo di San Domenico, costruito vicino all’acqua e associato alla figura di San Domenico (con una grotta legata alla sua permanenza).
È uno di quei posti che, con il sole, diventano automaticamente “tappa lunga”: passeggiata, foto, pausa e via.
Escursioni e natura: Gole del Sagittario
Villalago è anche una porta naturale verso la Riserva naturale guidata delle Gole del Sagittario, un’area protetta che si sviluppa lungo la valle del fiume Sagittario, a partire proprio dalla zona della diga/lago di San Domenico e giù verso Anversa degli Abruzzi.
Se ti piace camminare, questa è la parte “hard reset mentale” del weekend.
Eventi e tradizioni
Sulle tradizioni, Villalago ha una festa molto sentita: la festa patronale di San Domenico, che viene indicata tra 21 e 22 agosto. È il classico periodo in cui un borgo piccolo si riempie, cambia ritmo e diventa più “vivo” anche la sera.



Cosa vedere nei dintorni (e com’è andata a noi)
La cosa bella di Villalago è che non è un punto isolato: è proprio una tappa che si incastra bene in un mini-tour in Abruzzo.
- Scanno e il suo lago (noi venivamo da lì).
- Lago di San Domenico, con eremo e scorci incredibili. Wikipedia+1
- Gole del Sagittario e Anversa degli Abruzzi, se vuoi natura e sentieri. Wikipedia+1
- Villetta Barrea, dove noi siamo andati a dormire subito dopo: perfetto per continuare verso l’Abruzzo “da animali e silenzi”.
La nostra mini-conclusione: Villalago ci deve una giornata di sole
Villalago, per come l’abbiamo vissuto noi, è stato un mix di pioggia, pietra e magia. Il borgo ci è piaciuto un sacco, ma ci ha lasciato la voglia di tornare quando il Lago di San Domenico è turchese davvero e non “solo promettente tra le nuvole”.
E poi diciamolo: l’incontro con quel branco di cervi vale già da solo il viaggio. Di quelli che ti fanno ricordare perché ami fare queste giratine: non per spuntare una lista, ma per trovare il mondo mentre sta facendo il mondo.
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