Le ficattole sono una di quelle cose che sembrano nate apposta per farti dire: “Ok, ne assaggio una… e poi misteriosamente ne spariscono sei”. Sono bocconcini fritti fatti con pasta di pane, dorati fuori e morbidi dentro, perfetti sia in versione salata che con lo zucchero, come si faceva spesso nelle sere d’inverno.
Sommario dell'articolo
Box rapido
- Regione/area: Toscana (tradizione contadina)
- Categoria: Antipasto / merenda / fritto
- Tempo totale: circa 20–30 minuti (più lievitazione, se serve)
- Difficoltà: Facile
- Porzioni: variabile (dipende da quanto “rubate” dal vassoio)
Ingredienti
- 300 g di pasta di pane ben lievitata
- Olio extravergine d’oliva (abbondante, per friggere)
- Sale q.b.
Per la versione dolce (opzionale)
- Zucchero semolato q.b. (da spolverare)
Preparazione delle ficattole
- Fai lievitare bene la pasta di pane. Se è già pronta e bella “viva”, perfetto.
- Preleva piccoli pezzi di impasto e lavorali con le mani fino a ottenere dei cilindretti (tipo mini grissini cicciotti).
- Scalda abbondante olio extravergine d’oliva in una padella dai bordi alti.
- Friggi le ficattole poche per volta, girandole finché risultano ben dorate su tutti i lati.
- Scola e asciuga su carta assorbente.
- Condisci a piacere: una spolverata leggera di sale… oppure, se le vuoi dolci, zucchero semolato quando sono ancora calde.
Varianti e consigli
- Salate o dolci: la bellezza delle ficattole è che decidono loro l’umore della serata. Salate per l’aperitivo, zucchero per una merenda nostalgica.
- Olio: friggere in abbondanza aiuta a farle dorare in modo uniforme.
- Cottura: se l’olio è troppo freddo, assorbono; se è troppo caldo, scuriscono fuori e restano crude dentro. Tienilo “allegro” ma non fumante.
- Forma: cilindretti piccoli = più crosticina; un po’ più grandi = più morbide dentro.
Tradizione e curiosità
Nelle sere d’inverno, in campagna, le ficattole erano un modo semplice e furbo per “allungare la cena” usando la pasta di pane. E per molti bambini (questa è bellissima), la versione con lo zucchero era un piccolo premio nelle feste legate alla vendemmia. Poche cose sanno di casa quanto un fritto caldo fatto con quello che c’era.
Come servirle
Servile calde, appena scolate.
- Versione dolce: zucchero e via, da mangiare al volo (e magari con un tè o un vinsanto se vuoi fare il poeta).
- Versione salata: ottime “da sole” come antipasto, oppure da accompagnare a salumi e formaggi.
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