Adagiata alle pendici del Monte Ingino, Gubbio è un incantevole borgo medievale dell’Umbria che sembra sospeso nel tempo. Conosciuta affettuosamente come la “città dei matti”, offre un mix irresistibile di storia, leggenda e tradizioni.
Sommario dell'articolo
- Origine del nome
- Cosa vedere a Gubbio
- Piazza Grande e Palazzo dei Consoli
- Palazzo Ducale e Duomo
- Fontana del Bargello (Fontana dei Matti)
- Chiesa di San Francesco
- Teatro Romano e Antiquarium
- Basilica di Sant’Ubaldo e la “cestovia“
- Cosa fare nel borgo
- Partecipare alla Festa dei Ceri (15 maggio)
- Vivere l’atmosfera natalizia sotto l’Albero di Natale più grande del mondo
- Assistere al Palio della Balestra
- Salire in cima al monte (a piedi o in funivia)
- Assaporare la cucina eugubina
- Cosa vedere nelle vicinanze
Il soprannome curioso deriva da un antico rito: girando tre volte intorno alla Fontana del Bargello e bagnandosi con la sua acqua si ottiene simbolicamente la “patente di matto”, un “certificato” di goliardica follia concesso ai forestieri.
Passeggiare per le strette vie lastricate di pietra significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, tra palazzi gotici, chiese secolari e scorci panoramici che dominano la verde campagna umbra.

Non solo architettura: Gubbio vive di storie e tradizioni uniche. Qui si svolge ogni anno una delle feste folkloristiche più antiche d’Italia, la Festa dei Ceri, che infiamma di passione l’intera città (ne parleremo a breve). Ed è sempre qui che, secondo la leggenda, San Francesco d’Assisi ammansì il lupo feroce che terrorizzava gli abitanti, stipulando un “patto di pace” tra uomini e natura.
Ancora oggi puoi rivivere questa atmosfera leggendaria visitando i luoghi simbolo della vicenda, come la Chiesa della Vittorina dov’è ricordato l’incontro miracoloso, o ammirando il monumento a San Francesco e il lupo nei pressi della centralissima Chiesa di San Francesco.
Gubbio ti accoglie dunque con il suo carattere schietto e “matto”, pronto a sorprenderti tra meraviglie medievali, racconti francescani e appuntamenti da non perdere.
Origine del nome
Le origini di Gubbio affondano nella notte dei tempi. La città fu fondata dall’antico popolo degli Umbri con il nome di Ikuvium (latinizzato in Iguvium), ed era uno dei centri più importanti dell’Umbria antica. Proprio da Iguvium derivano i termini eugubino (tuttora utilizzato per indicare gli abitanti e il dialetto locali) e infine “Gubbio” nella forma attuale.
Questo antico nome è scolpito nella storia: pensiamo alle celebri Tavole Eugubine, sette tavole di bronzo del III-I secolo a.C. incise in lingua umbra, ritrovate nel territorio eugubino nel 1444. Si tratta del più importante testo rituale dell’antichità classica finora scoperto, testimonianza del ruolo di primo piano che Ikuvium ebbe nella cultura umbra e romana. Le Tavole – acquistate dal Comune nel 1456 – oggi sono conservate nel Museo Civico di Gubbio, a ricordarci il legame diretto con l’antica città-stato di Ikuvium.
Secondo alcuni studiosi, il termine Ikuvium potrebbe avere un significato speciale: c’è chi lo ricollega all’espressione umbra “Ik Iovio”, ovvero “qui (è) Giove”, suggerendo che la città fosse considerata protetta dal dio Giove e perciò gioiosa e fortunata. Vero o no, è affascinante pensare che già nel nome antico fosse racchiuso il carattere “gioviale” di Gubbio! Nel Medioevo, invece, il borgo era noto anche come Agobbio, denominazione poi evoluta fino all’odierna Gubbio. Quale che sia l’origine esatta del nome, una cosa è certa: Gubbio porta con sé millenni di storia, riflessi in ogni pietra e in ogni tradizione locale.
Cosa vedere a Gubbio
Gubbio offre ai visitatori un patrimonio storico-artistico straordinario, capace di soddisfare gli amanti della cultura, dell’arte e delle vedute panoramiche.
Ecco cosa vedere assolutamente passeggiando per il borgo medievale:
Piazza Grande e Palazzo dei Consoli
cuore monumentale di Gubbio, Piazza Grande è una spettacolare terrazza pensile affacciata sulla vallata sottostante. Su di essa si ergono i simboli della città: il gotico Palazzo dei Consoli, imponente struttura del XIV secolo alta oltre 60 metri, e di fronte ad esso Palazzo Pretorio (o del Podestà).
Il Palazzo dei Consoli oggi ospita il Museo Civico e la Pinacoteca Comunale, custodi di tesori come le già citate Tavole Eugubine. Ammirando queste tavole bronzee dal vivo, si percepisce l’atmosfera sacrale dell’antico Ikuvium. Salite anche sulla balconata della piazza: il panorama da quassù, con i tetti medievali di Gubbio e la campagna umbra tutto intorno, è indimenticabile!
Palazzo Ducale e Duomo
Salendo verso la parte alta del borgo si arriva al severo ed elegante Palazzo Ducale, fatto costruire intorno al 1476 dal celebre duca Federico da Montefeltro. Questo palazzo è un unicum a Gubbio, esempio raffinato di architettura rinascimentale in una città di impianto medievale. Al suo interno conserva alcuni arredi originali e, fiore all’occhiello, una straordinaria copia dello “Studiolo” di Federico da Montefeltro, perfettamente ricostruito (l’originale si trova al Metropolitan Museum di New York).

Proprio di fronte al Palazzo Ducale sorge il Duomo di Gubbio (Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo), eretto tra il XIII e XIV secolo in stile gotico. L’interno del Duomo affascina con le sue vetrate e opere d’arte, ma ancor prima colpisce la facciata con il grande rosone e, accanto, il caratteristico campanile a pianta semicircolare. Questa zona alta della città regala un’atmosfera di quiete mistica, da godersi magari al tramonto con la pietra rosa dei palazzi che si colora d’oro.
Fontana del Bargello (Fontana dei Matti)
Passeggiando in Via dei Consoli, incontrerai il trecentesco Palazzetto del Bargello, un grazioso edificio in pietra un tempo sede del magistrato di polizia cittadino. Di fronte ad esso si trova la fontana più famosa di Gubbio, la Fontana del Bargello, ribattezzata anche Fontana dei Matti. Come anticipato, la tradizione vuole che tre giri di corsa attorno alla fontana, seguiti da una bella spruzzata d’acqua, conferiscano al temerario visitatore la “patente di matto onorario” di Gubbio! È un rito scherzoso e beneaugurante, nato nell’Ottocento ispirandosi ai vorticosi giri (birate) che i ceraioli compiono durante la Festa dei Ceri.
Non perdere l’occasione di cimentarti in questa pazza tradizione – avrai anche un attestato a ricordo della tua impresa! Di certo, potrai dire di aver guadagnato un titolo che solo Gubbio può dare.
Chiesa di San Francesco
In fondo a Piazza 40 Martiri sorge la Chiesa di San Francesco, legata anch’essa a un episodio della vita del poverello di Assisi. Si narra infatti che qui un giovane Francesco, in fuga da Assisi dopo aver rinunciato ai beni paterni, trovò riparo e nuovi vestiti grazie alla famiglia Spadalonga, proprietaria del terreno su cui la chiesa venne costruita in seguito.
L’edificio, risalente al XIII secolo, presenta un semplice stile gotico francescano e custodisce affreschi di scuola umbra. A poca distanza, all’esterno delle mura cittadine, si incontra invece la piccola Chiesa di Santa Maria della Vittorina, il luogo dove tradizione vuole sia avvenuto l’incontro tra San Francesco e il lupo. Al suo interno sono visibili una pietra che segnerebbe il punto esatto del “patto” e perfino il coperchio di un sarcofago indicato come la sepoltura della leggendaria creatura.
Visitare questi luoghi significa respirare la spiritualità e la leggenda insieme, camminando sulle orme di San Francesco.
Teatro Romano e Antiquarium
scendendo verso la parte bassa di Gubbio, in un’area verde chiamata Guastuglia, ci si imbatte nei resti suggestivi del Teatro Romano (I secolo a.C.). Un tempo poteva ospitare fino a 6.000 spettatori; oggi resistono archi e gradinate in pietra che raccontano di quando Gubbio (Iguvium) era un fiorente municipio romano. Accanto al teatro si trova l’Antiquarium, un piccolo museo allestito in un casale che ingloba i resti di una domus romana. Qui è esposta una mostra permanente con materiali archeologici rinvenuti in zona, fra cui spicca un magnifico mosaico policromo raffigurante il mostro marino Scilla che ghermisce i compagni di Ulisse. Una visita al Teatro Romano al tramonto, magari quando vi organizzano spettacoli estivi, è un’esperienza affascinante che unisce arte, storia e natura (il teatro ha come sfondo proprio il Monte Ingino e la città in alto).
Basilica di Sant’Ubaldo e la “cestovia“
Dominando Gubbio dall’alto del Monte Ingino, a 827 m di altitudine, brilla il santuario più amato dagli eugubini: la Basilica di Sant’Ubaldo. Raggiungerla è un vero piacere, soprattutto grazie alla caratteristica “cestovia”, una funivia a cielo aperto (costituita da piccole cabine aperte, simili a cestini) che in pochi minuti ti porta dal centro storico fino alla cima del monte.

Il tragitto in funivia Colle Eletto è già di per sé un’esperienza – vola dolcemente sopra i tetti e i boschi, con un panorama mozzafiato sotto i piedi. Arrivati in cima, la basilica accoglie i visitatori con un’atmosfera di pace: al suo interno sono custodite le spoglie di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, e soprattutto riposano i tre “Ceri” originali, le grandi strutture lignee protagoniste della famosa corsa del 15 maggio.
Ammirare da vicino questi colossi di legno e immaginare la folle corsa dei ceraioli è davvero emozionante. Dal piazzale della basilica, poi, la vista spazia su tutta Gubbio e sulle colline circostanti – un panorama che da solo vale il viaggio in cima (magari approfittando anche di qualche rifugio per assaggiare prodotti tipici montani).
Come avrai capito, a Gubbio non mancano di certo le attrazioni. Ogni angolo del borgo regala un dettaglio: che sia un palazzo antico, una chiesetta nascosta, un arco medievale o un panoramico affaccio sulle vallate umbre, la città sa come conquistare il visitatore curioso. Il consiglio è di esplorare con calma, perdendosi nei vicoli, per scoprire magari botteghe artigiane storiche (ceramiche, ferro battuto, tessuti) e assaporare l’atmosfera autentica di uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia.
Cosa fare nel borgo
Oltre a visitare i monumenti, Gubbio offre esperienze ed eventi unici durante tutto l’anno. Ecco alcune idee su cosa fare per vivere appieno lo spirito eugubino:
Partecipare alla Festa dei Ceri (15 maggio)
Questo è l’evento clou di Gubbio, una festa folk che si ripete ininterrottamente dal 1165.
Immagina tre gigantesche strutture di legno a forma di “cero” (alte circa 5 metri e pesanti oltre 4 quintali l’una) portate a spalla da squadre di ardimentosi corridori, i ceraioli, che corrono in salita per le vie strette del paese fino alla basilica in cima al monte! La Festa dei Ceri è insieme una corsa sfrenata, una processione religiosa in onore di Sant’Ubaldo e un rito identitario per tutti gli eugubini.
Il clima che si respira è indescrivibile: adrenalina, fede, orgoglio e commozione si mescolano mentre la folla incita i ceraioli al grido di “Via ch’eccoli!”. Se ti trovi in Umbria a maggio, non puoi perdere questa antichissima manifestazione folkloristica, che attira visitatori da tutto il mondo per le emozioni potenti che sa regalare.
Vivere l’atmosfera natalizia sotto l’Albero di Natale più grande del mondo
Nel periodo natalizio Gubbio diventa pura magia. Dal 7 dicembre al 6 gennaio circa, le pendici del Monte Ingino si accendono di mille luci colorate che disegnano un gigantesco Albero di Natale alto oltre 650 metri! Questo spettacolo unico, entrato nel Guinness dei Primati nel 1991 come l’albero di Natale più grande del mondo, illumina il borgo creando un’atmosfera fiabesca.
L’accensione dell’Albero (ogni anno il 7 dicembre) è un evento solenne e festoso, accompagnato da musica e fuochi d’artificio, e richiama migliaia di persone. Passeggiare di sera per Gubbio con l’enorme sagoma luminosa dell’albero che domina la scena è un’esperienza da fiaba – impossibile non tornare un po’ bambini di fronte a tanta meraviglia. Nel frattempo, per le vie del centro, puoi curiosare tra i mercatini di Natale sorseggiando vin brulé e gustando le leccornie locali.
Assistere al Palio della Balestra
L’ultima domenica di maggio, pochi giorni dopo i Ceri, Gubbio rivive il Medioevo con il tradizionale Palio della Balestra. Si tratta di una sfida antichissima (risalente almeno al XV secolo) tra i balestrieri di Gubbio e quelli di Sansepolcro, città toscana “gemella” in questa competizione.
In Piazza Grande, tra bandiere al vento e costumi d’epoca, i balestrieri si sfidano nel tiro con la balestra grossa, cercando di centrare un piccolo bersaglio di legno posto a 36 metri. La manifestazione è organizzata in onore di Sant’Ubaldo (patrono di Gubbio) e Sant’Egidio (patrono di Sansepolcro), e si apre con un suggestivo corteo storico di oltre 400 figuranti in abiti medievali e rinascimentali. Il twang delle balestre che scoccano e l’applauso del pubblico al colpo più preciso vi faranno trattenere il fiato! Un’occasione speciale per tuffarsi nella storia e nell’orgoglio cittadino.
Salire in cima al monte (a piedi o in funivia)
Se ami la natura e vuoi fare un po’ di movimento, Gubbio ti offre la possibilità di trekking panoramici. Puoi salire a piedi fino alla cima del Monte Ingino percorrendo i sentieri tra i boschi (circa 2 km di cammino in salita). In alternativa, la già citata funivia “Colle Eletto” ti porterà su in pochi minuti, ma nulla vieta di fare un’esperienza combinata: magari salire in funivia e scendere a piedi godendoti con calma i paesaggi e scoprendo scorci nuovi sulla città dall’alto.

Arrivato in cima, oltre alla visita alla Basilica di Sant’Ubaldo, puoi proseguire l’escursione verso le croci panoramiche e altri sentieri del monte, respirando aria pura e godendo di viste spettacolari sull’Appennino umbro-marchigiano.
Assaporare la cucina eugubina
Dopo tante visite ed emozioni, ti meriti una pausa gustosa. Gubbio saprà deliziarti con le sue specialità enogastronomiche. In autunno, ad esempio, il territorio offre il tartufo bianco, protagonista di fiere e menù prelibati. Da provare assolutamente la crescia di Gubbio, una sorta di focaccia/piadina locale cotta sul testo, da farcire con salumi o erbe di campo.
Tra i primi piatti spiccano gli “strangozzi al tartufo” e la supa (zuppa) di cicerchie, antica legume umbro. Il tutto da accompagnare con un calice di vino rosso del territorio (magari un Sagrantino o un Rosso Umbria). Per dessert, i più golosi apprezzeranno i crescionda (dolcetti tipici) o una degustazione di brustengolo (dolce a base di polenta di mais, frutta secca e mele). Insomma, un viaggio a Gubbio è anche un viaggio nei sapori genuini umbri – perché la memoria di un luogo passa anche dalla tavola!
Cosa vedere nelle vicinanze
Se hai a disposizione un po’ di tempo in più, approfittane per esplorare i dintorni di Gubbio, ricchi di natura e borghi storici che meritano una visita. Ecco cosa vedere nelle vicinanze del borgo eugubino:
- Gola del Bottaccione: appena fuori Gubbio, tra il Monte Ingino e il Monte Foce, si trova questa stretta gola di origine calcarea, un luogo imperdibile per gli appassionati di geologia e non solo. La Gola del Bottaccione è famosa a livello mondiale perché nelle sue stratificazioni rocciose è stata trovata la prova dell’impatto di un enorme asteroide sulla Terra, quello che causò l’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni faumbriatourism.it. Una passeggiata nella gola (raggiungibile anche a piedi dal centro, uscendo da Porta Metauroumbriatourism.it) ti regalerà scorci suggestivi tra pareti rocciose a picco e ruscelli, oltre alla consapevolezza di calpestare un pezzo di storia planetaria. Lungo il percorso incontrerai anche resti di antichi acquedotti medievaliumbriatourism.it. Il silenzio e la natura rigogliosa di questo luogo invitano alla meditazione – non a caso, non lontano da qui, abbarbicato sul Monte Foce, sorge l’Eremo di Sant’Ambrogio, un antico romitorio del 1311 immerso nel verdeumbriatourism.it.
- Parco del Monte Cucco: a circa mezz’ora di strada da Gubbio (verso est, al confine con le Marche) si estende il Parco Regionale del Monte Cucco, paradiso per gli amanti dell’outdoor. Il massiccio del Monte Cucco offre numerosi sentieri per trekking e mountain bike, con panorami che spaziano dall’Umbria alle vette marchigiane. È il luogo ideale per una giornata immersi nella natura: qui potrai esplorare anche le famose Grotte di Monte Cucco, un vasto sistema carsico ricco di caverne e forre sotterranee visitabili con guide speleologiche. Gli appassionati di volo libero conoscono Monte Cucco per il deltaplano e il parapendio: le correnti ascensionali ne fanno un sito di decollo rinomato a livello internazionale. Dopo tanto sport, rilassati gustando in zona piatti a base di tartufo e funghi, prodotti principe dell’Appennino.
- Assisi e Perugia: se vuoi allargare il tuo tour umbro, due città d’arte distano meno di un’ora da Gubbio. Assisi, a circa 50 km, è la celebre città di San Francesco, meta di pellegrini e appassionati di storia medievale. Il suo centro storico in pietra rosata, la Basilica di San Francesco affrescata da Giotto e Cimabue, e l’atmosfera mistica che vi si respira la rendono una tappa indimenticabile. Perugia, il capoluogo umbro (40 km da Gubbio), ti accoglierà invece con il suo mix di arte etrusco-romana, medievale e rinascimentale: dal maestoso Palazzo dei Priori alla Fontana Maggiore, passando per i caratteristici vicoli della Perugia Underground, avrai molto da scoprire. Entrambe le città offrono anche eventi culturali di richiamo (basti pensare a Umbria Jazz a Perugia, o al Calendimaggio ad Assisi) e un panorama gastronomico eccellente (cioccolato per Perugia, vini e olio per Assisi). Insomma, Gubbio può essere il punto di partenza per esplorare il “cuore verde d’Italia”, con tante gemme a portata di mano.

In definitiva, Gubbio e il suo territorio non deludono mai: dal fascino senza tempo del borgo medievale alle leggende di santi e lupi, dalle feste secolari alle avventure nella natura circostante. Ogni viaggiatore può costruire qui la propria esperienza ideale, che sia all’insegna della cultura, del divertimento o del relax. Benvenuti a Gubbio, città dai mille volti, dove il passato rivive ad ogni passo e dove, chissà, potreste scoprire anche un pizzico di sana follia che renderà il vostro viaggio ancora più memorabile!
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