Durante la nostra giratina nei Monti Prenestini abbiamo inserito un’escursione che fosse semplice ma allo stesso tempo autentica, capace di farci vivere davvero il territorio senza trasformarsi in qualcosa di troppo impegnativo. La scelta è caduta sull’anello del Monte Cerella, a cui abbiamo partecipato grazie a una delle escursioni organizzate dal Club Alpino Italiano (sezione Palestrina), e fin da subito si è rivelata la soluzione perfetta per scoprire questa zona con uno sguardo più consapevole.
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Per l’occasione ci siamo anche divisi: io ho preso parte all’escursione, mentre Andreea e Niccolò hanno preferito restare a Capranica Prenestina per visitare il museo naturalistico, creando senza volerlo una giornata perfettamente bilanciata tra attività all’aria aperta e momenti più tranquilli, ma comunque interessanti, per Niccolò.
Il percorso: un anello che scorre senza fatica
La partenza avviene dal Santuario della Mentorella, un luogo che già da solo meriterebbe la visita per la sua posizione spettacolare, incastonato nella roccia e affacciato su panorami ampi e aperti. Da qui si imbocca il sentiero 504, che entra subito nel bosco e accompagna il cammino in modo dolce e regolare, senza mai creare difficoltà o strappi particolari, rendendo l’inizio dell’escursione estremamente piacevole.
Il percorso prosegue fino alla località Tre Confini, dove si incontra il sentiero 500 e si continua in direzione Guadagnolo, guadagnando gradualmente quota in un contesto sempre molto accessibile. È proprio questa gradualità a rendere l’anello del Monte Cerella adatto praticamente a tutti: non c’è mai un momento in cui si ha la sensazione di fare fatica, ma piuttosto una progressione naturale che permette di godersi il paesaggio senza affanno.

Durante il cammino si attraversa la bellissima faggeta delle Meridiane per poi raggiungere prima il Monte Vincenzo e poi il Monte Cerella, che con i suoi 1.204 metri rappresenta il punto più alto del percorso, per poi proseguire lungo il tracciato fino a intercettare il sentiero 504B che riporta verso il punto di partenza, chiudendo l’anello in modo lineare e intuitivo. Il tutto si sviluppa per circa 4,5 km, con un dislivello contenuto e tempi che si aggirano tra un’ora e mezza e due ore, perfetti per una mezza giornata senza fretta.
Tra bosco e panorami: il bello di questo sentiero
Quello che ci ha colpito di più durante l’escursione è stato l’equilibrio continuo tra immersione nella natura e aperture panoramiche, perché il sentiero alterna tratti nel bosco, freschi e ombreggiati, a radure che si aprono all’improvviso regalando viste davvero sorprendenti.



È proprio in questi momenti che capisci il valore di questo percorso: lo sguardo si allunga fino ai Monti Simbruini e, nelle giornate più limpide, arriva fino al Gran Sasso, creando una sensazione di ampiezza che difficilmente ci si aspetta da un’escursione così semplice. Non è quindi solo una passeggiata nel verde, ma un’esperienza completa, capace di alternare ritmo lento e momenti più “wow” che restano impressi.
Il valore dell’escursione con il CAI
Partecipare a un’escursione organizzata dal Club Alpino Italiano ha aggiunto un livello in più all’esperienza, perché non si tratta semplicemente di seguire un sentiero, ma di viverlo con maggiore consapevolezza. Durante il percorso vengono condivise informazioni sul territorio, sulla conformazione della zona e sugli elementi naturali che si incontrano lungo il cammino, trasformando una semplice passeggiata in qualcosa di più ricco.

È una modalità che consigliamo soprattutto quando si visita una zona per la prima volta, perché permette di entrare più in profondità nel contesto e di cogliere dettagli che altrimenti passerebbero inosservati.
Due esperienze parallele: escursione e museo
Mentre io ero impegnato lungo il percorso, Andreea e Niccolò hanno trascorso la mattinata a Capranica Prenestina, visitando il museo naturalistico del borgo, che si è rivelato una sorpresa particolarmente riuscita.
A Niccolò è piaciuto molto, soprattutto per la presenza degli animali e per il modo semplice e diretto con cui vengono raccontati, rendendo l’esperienza coinvolgente e mai noiosa. Alla fine ci siamo ritrovati con la sensazione di aver costruito una giornata perfetta per tutti, senza forzature: da una parte un’escursione immersa nella natura, dall’altra un’attività educativa ma divertente.
La nuova guida escursionistica CAI: i borghi maestri dei Monti Prenestini
Una volta terminata l’escursione ci siamo fermati al Santuario della Mentorella per la presentazione della nuova guida escursionistica del Club Alpino Italiano “I Borghi Maestri dei Monti Prenestini“. Guida che sfrutteremo per le prossime giratine in questo territorio.

Considerazioni finali
L’anello del Monte Cerella è una di quelle escursioni che funzionano perché riescono a essere semplici senza risultare banali, accessibili senza perdere interesse e panoramiche senza richiedere grande sforzo. Nel nostro caso è stato anche il modo perfetto per costruire una giornata equilibrata, dividendo le attività tra chi voleva camminare e chi preferiva un’esperienza più tranquilla, ma comunque stimolante.
Se stai cercando un’escursione nei Monti Prenestini che sia facile da organizzare, adatta anche a chi non è allenato e capace di regalare scorci davvero belli, questo anello è sicuramente una scelta da segnare.
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