I passatelli romagnoli sono il comfort food definitivo: pochi ingredienti, zero fronzoli, e un brodo caldo che mette pace al mondo. L’impasto è una bomba di Parmigiano e pangrattato, profumato di noce moscata, e poi via: si “spreme” nell’attrezzo apposito direttamente nel brodo. Quando iniziano a galleggiare, è fatta.
Sommario dell'articolo
Box rapido
- Regione/area: Emilia-Romagna (Romagna)
- Categoria: Primo piatto (in brodo)
- Tempo totale: 30–40 minuti (più il brodo, se fatto in casa)
- Difficoltà: Facile
- Porzioni: 4 circa
Ingredienti
- 100 g di pangrattato fine
- 150 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 3 uova
- 1 noce di burro
- Noce moscata q.b. (abbondante, come da ricetta)
- 1,5 litri di brodo di carne (caldo)
Preparazione
- Prepara l’impasto: in una ciotola unisci le uova leggermente sbattute, il pangrattato e il Parmigiano.
- Aggiungi burro e spezia: unisci la noce di burro e insaporisci con una generosa grattugiata di noce moscata.
- Mescola bene: lavora il composto fino a ottenere un impasto omogeneo.
- Riposo: lascia riposare 20 minuti.
- Forma i passatelli: metti l’impasto nell’apposito utensile per passatelli e fai uscire dei cilindretti, tagliandoli con la lama di un coltello man mano che escono.
- Cottura nel brodo: tuffali nel brodo di carne caldo e falli cuocere finché non vengono a galla.
- Riposo in zuppiera: versa tutto in una zuppiera con coperchio e aspetta 10 minuti prima di servirli.
- Servi: a piacere, aggiungi altro Parmigiano grattugiato.
Varianti e consigli
- Pangrattato fine: aiuta a ottenere un impasto compatto e una “tenuta” migliore in cottura.
- Noce moscata generosa: è davvero una delle firme del piatto: non essere timido, ma senza esagerare fino a coprire tutto.
- Attrezzo per passatelli: fa la differenza sulla forma. Se non ce l’hai, l’impasto comunque dev’essere lavorato bene e riposato, così “esce” più facilmente.
- Brodo caldo, non furioso: devono cuocere dolcemente. Se bolle troppo aggressivo, rischi di romperli.
Tradizione e curiosità
I passatelli romagnoli, rispetto a quelli marchigiani, non prevedono carne nell’impasto. In alcune zone però c’è chi la aggiunge comunque: classico caso in cui la tradizione è una costellazione di varianti, non una regola scolpita nella pietra.
Come servirli
Servili ben caldi, dopo quei 10 minuti di “assestamento” in zuppiera. E se vuoi fare le cose per bene: Parmigiano extra sopra e via.
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