Pacentro è uno di quei posti che ti fanno dire: “ok, qui il Medioevo non è una citazione, è proprio un’atmosfera”. Siamo in Abruzzo, in Valle Peligna, con i monti che stringono il borgo come una cornice vera: Morrone da una parte e Maiella dall’altra. Non a caso viene spesso raccontato come una “porta” naturale del Parco Nazionale della Maiella.
Sommario dell'articolo
- Origine del nome
- Cosa vedere a Pacentro
- Piazza del Popolo: il cuore del borgo (e la vibe natalizia)
- Il negozietto dei prodotti tipici (e gli amari “per ricordo”)
- Castello Caldora: la salita che vale tutto
- Vicoli, scorci e piccole stranezze locali
- Cosa fare a Pacentro
- Zipline di Pacentro: volare davanti alla Maiella
- Corsa degli Zingari (o degli Scalzi): la tradizione più “hardcore”
- Altri eventi e ricorrenze nel corso dell’anno
- Pacentro in camper: dove sostare e come raggiungere il centro (la nostra esperienza)
- Cosa vedere vicino a Pacentro
- Sulmona (e dintorni)
- Campo di Giove e Roccaraso (con il Treno dei Parchi)
- Scanno, Villalago e Lago di San Domenico
- Passo San Leonardo, sentieri e natura Maiella
- Pescocanale (Capistrello): la prossima tappa del nostro viaggio
- Due dritte finali “da noi”
Noi ci siamo arrivati il 22 dicembre 2025, in pieno mood natalizio: due giorni fermi nell’area camper di Sulmona, perché avevamo preso il Treno dei Parchi / Transiberiana d’Italia per andare a vedere i mercatini di Natale tra Campo di Giove e Roccaraso.
E poi, in una di quelle giornate “incastrate bene” tra un viaggio e l’altro, abbiamo fatto una giratina in giornata a Pacentro con Niccolò, prima di ripartire verso Pescocanale.
Pacentro fa parte ufficialmente de “I Borghi più belli d’Italia” (e quando ci cammini dentro capisci subito perché).
È un borgo che si visita benissimo a piedi: vicoli stretti, case in pietra, scorci improvvisi e, sopra tutto, quel castello che domina lo skyline come un “boss finale” medievale.
Origine del nome
Qui niente supercertezze sparate a caso: sull’etimologia di Pacentro non c’è una versione unica “blindata”. Sul sito del Parco della Maiella si trova una spiegazione prudente: il nome Pacinus o Pacino sarebbe probabilmente legato al nome di qualche antico borgo, e c’è anche la leggenda dell’eroe troiano Pacinus che, lasciato Enea, sarebbe arrivato ai piedi del Morrone fondando l’insediamento.
Tradotto: tra storia e mito ci sta il classico abbraccio abruzzese — quello che non ti molla più. E, in fondo, ci sta pure: Pacentro ha origini antiche e un’identità talmente forte che la leggenda qui non è un’aggiunta, è quasi un ingrediente.
Cosa vedere a Pacentro
Piazza del Popolo: il cuore del borgo (e la vibe natalizia)
Il centro di Pacentro ruota intorno a Piazza del Popolo, che è la piazza che ti aspetti da un borgo così: raccolta, scenografica, con la fontana e la chiesa che fanno da quinta. Noi ci siamo arrivati nel periodo natalizio e l’atmosfera era quella giusta: addobbi, lucine, aria fredda che ti “sveglia” le guance e quel silenzio un po’ magico tipico dei borghi in bassa stagione.

Sulla piazza si affaccia la Chiesa di Santa Maria Maggiore / della Misericordia, riconoscibile dalla facciata in pietra chiara e dai portali. Noi, quel giorno, non siamo entrati, però vale la pena segnarsela perché è uno dei punti di riferimento del paese.
Il negozietto dei prodotti tipici (e gli amari “per ricordo”)
Proprio sopra la piazza siamo entrati in un negozietto di prodotti tipici, dove abbiamo preso degli amari e sì: ci sono piaciuti molto. Ecco, questa è una cosa che adoriamo dei borghi: anche una spesa piccola diventa un souvenir sensato, non il magnete triste da frigo.

Castello Caldora: la salita che vale tutto
Poi siamo saliti al Castello Caldora (spesso chiamato anche castello dei Caldora / Cantelmo-Caldora), che sta sopra il borgo e lo guarda dall’alto. Ed è davvero il simbolo di Pacentro: non lo “visiti”, lo affronti con rispetto.
Secondo la scheda dei Borghi più belli d’Italia, il castello nasce nella sua struttura originaria intorno al X secolo, dentro un sistema difensivo della Valle Peligna, e nel tempo viene ampliato: la torre nord-est è indicata come la più antica (XIII secolo), e in epoca successiva vengono aggiunte altre torri e strutture residenziali.
Sempre la stessa fonte racconta anche la presenza di torri quadrangolari e torri cilindriche, con feritoie e dettagli difensivi: roba da manuale di “come si fa una fortezza in montagna”.
Noi siamo entrati: biglietto non costoso (e infatti in varie info turistiche del Parco Maiella viene indicato l’ingresso a 2,50 € con gratuità per bimbi fino a 10 anni).



Gli orari possono variare in base alla stagione: il consiglio è sempre di dare un check rapido (Comune / info-point) prima di andare, così non rischi la porta chiusa.
Momento Niccolò: il suo highlight è stato salire dentro, esplorare e poi puntare la torre. Scale da vertigini, sì, ma fattibili con calma (e con un adulto pronto al “mano qui, passo qui”). In cima, la ricompensa è la vista: il borgo sotto, la valle che si apre e le montagne che fanno da quinta.
Vicoli, scorci e piccole stranezze locali
Anche senza “fare tutto”, Pacentro si gode passeggiando: il bello è proprio perdersi un filo.
Se hai tempo (o se vuoi tornare con più calma), la scheda dei Borghi più belli d’Italia segnala anche alcune chicche che danno carattere al paese, tipo:
- I Canaje, l’antico lavatoio pubblico;
- la Preta Tonna (o pietra dello scandalo), legata alle antiche misure del grano e alle punizioni “umilianti” di una volta;
- palazzi signorili e chiese storiche nel tessuto del borgo.
Sono quelle cose che ti ricordano che nei borghi non c’è solo “bello da foto”, c’è proprio una vita sociale antica trasformata in pietra.



Cosa fare a Pacentro
Zipline di Pacentro: volare davanti alla Maiella
A Pacentro c’è una zipline famosa, e qui lo diciamo subito: noi non l’abbiamo provata perché eravamo lì il 22 dicembre e faceva un freddo da “ma chi me lo fa fare”. Però, se vai in stagione, è una delle esperienze più iconiche.
Da quanto riportato nelle info dedicate, il volo è di circa 1 km con panorama sulla valle e sul borgo.
Indicazioni pratiche utili (che ti salvano la pianificazione):
- Costo indicativo: 40 € adulti (con 45 € in agosto) e 35 € minorenni.
- Inclusi: attrezzatura, assicurazione e spesso anche navetta tra arrivo e partenza.
- Requisiti: peso minimo 35 kg, massimo 130 kg, altezza min 120 cm (con possibilità di volo in coppia genitore+bimbo se il bimbo pesa meno di 35 kg, rispettando il limite totale).
- Prenotazione e calendario: gli orari e i giorni cambiano durante la stagione, quindi conviene controllare disponibilità aggiornata e prenotare.
Corsa degli Zingari (o degli Scalzi): la tradizione più “hardcore”
L’evento simbolo di Pacentro è la Corsa degli Zingari (spesso chiamata anche “degli Scalzi”): una corsa a piedi nudi legata al culto della Madonna di Loreto.
Secondo la scheda dei Borghi più belli d’Italia, si svolge la prima domenica di settembre: i ragazzi corrono scalzi lungo un percorso che parte dal colle Ardinghi e arriva fino alla chiesa della Madonna di Loreto, in una miscela di sacro e profano che è proprio Abruzzo puro.



Nel programma pubblicato dall’associazione organizzatrice, l’evento ruota anche intorno all’8 settembre (con momenti religiosi e civili e la corsa nel pomeriggio).
Se ti capita di essere in zona in quei giorni, è una di quelle cose che non “guardi e basta”: la senti, perché è identità, comunità e tradizione viva.
Altri eventi e ricorrenze nel corso dell’anno
Sempre dalla scheda dei Borghi più belli d’Italia, Pacentro ha un calendario ricco anche di eventi più “da borgo” (quelli che ti fanno vivere il paese, non solo visitarlo):
- Processione del Venerdì Santo;
- Festa di San Marco Evangelista (25 aprile);
- Sagra della Polta (prima decade di agosto), legata a un piatto contadino tradizionale;
- L’Arruolamento della Gente d’Arme di Antonio Caldora (16–17 agosto), rievocazione storica in costume;
- Festa di San Carlo Borromeo (4 novembre), descritta come festa delle mongolfiere di carta dipinte.
Pacentro in camper: dove sostare e come raggiungere il centro (la nostra esperienza)
Noi siamo arrivati a Pacentro in giornata dall’area camper di Sulmona, dove eravamo fermi da due giorni per prendere il Treno dei Parchi e goderci i mercatini di Natale tra Campo di Giove e Roccaraso. Con Niccolò a bordo, l’obiettivo era: parcheggio facile, due passi nel borgo, castello… e poi ripartire.
Per il camper abbiamo usato un punto segnato su Park4Night in Via San Francesco, 81. In loco è indicato proprio come area camper: si parcheggia in piano, la sosta è gratuita e non ci sono servizi (quindi niente carico/scarico o corrente: perfetta per una visita di qualche ora, meno per “fare base”). Noi infatti abbiamo solo parcheggiato e visitato il borgo, senza dormire lì, e non abbiamo visto divieti di sosta notturna.
La strada per arrivare a Pacentro non è larghissima, ma è tranquillamente fattibile: basta andare con calma, soprattutto negli ultimi tratti. Dal parcheggio al centro storico sono davvero circa 5 minuti a piedi, con una salita leggera: noi senza passeggino e si fa senza problemi.
Cosa vedere vicino a Pacentro
La cosa bella di Pacentro è che è perfetto come “tappa” dentro un giro più grande in Valle Peligna e Maiella: in meno di un’ora hai un sacco di posti diversi tra loro.
Sulmona (e dintorni)
Sulmona è la base super comoda (noi, infatti, eravamo lì in camper): centro storico, atmosfera, e ottimo punto di partenza per il treno storico.
Qui su Giratine.it avete già l’articolo.
Campo di Giove e Roccaraso (con il Treno dei Parchi)
Se ti va l’esperienza “da finestrino”, la Ferrovia dei Parchi è uno dei viaggi in treno storico più famosi del Centro Italia e collega Sulmona con tappe che cambiano in base alla stagione.
Nel periodo natalizio ci sono anche i treni legati ai mercatini, con tappe come Campo di Giove e Roccaraso.
Altro internal link che avete già: “Campo di Giove: cosa vedere”.
Scanno, Villalago e Lago di San Domenico
Se vuoi fare il pieno di “Abruzzo da cartolina”, in un raggio fattibilissimo ci sono i classiconi che non deludono:
Sono mete che funzionano bene soprattutto se vuoi alternare borgo + natura in una stessa giornata.
Passo San Leonardo, sentieri e natura Maiella
Se invece ti interessa la parte “montagna vera”, dalla zona di Pacentro hai accesso a punti e percorsi legati al territorio della Maiella: la scheda dei Borghi più belli d’Italia cita ad esempio Passo San Leonardo e aree naturali/escursioni.
Qui il consiglio è semplice: scegli in base alla stagione e alle condizioni meteo (in inverno può essere tutto un altro sport).
Pescocanale (Capistrello): la prossima tappa del nostro viaggio
Noi dopo Pacentro siamo ripartiti verso Pescocanale. Per ora lo lasciamo come teaser, ma appena pubblichiamo la guida ci mettiamo qui un link interno.
Due dritte finali “da noi”
Pacentro, secondo noi, è perfetto se:
- vuoi un borgo veramente scenografico ma visitabile in poco tempo (mezza giornata fatta bene);
- viaggi con bimbi: il castello è un’avventura, basta gestire scale e freddo;
- sei in camper e vuoi una sosta facile e senza stress per parcheggiare.
E poi c’è quella cosa che ci piace sempre ripetere: i borghi, d’inverno, sono sinceri. Niente folla, niente rumore inutile. Solo pietra, aria fredda e storie.
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