Attraversare Praga a piedi, da Ponte Carlo fino al Castello di Praga, è come compiere un viaggio nel tempo attraverso secoli di storia e architettura. Questo itinerario conduce il visitatore dal cuore medievale della città – l’iconico Ponte Carlo – alle stradine acciottolate e ai palazzi barocchi di Malá Strana, per poi salire fino alla maestosa cittadella del Castello di Praga.
Sommario dell'articolo
Ogni tappa racconta un’epoca: dalle pietre gotiche del ponte alle cupole barocche di Malá Strana, fino alle torri gotiche e neogotiche della Cattedrale di San Vito. Il percorso è breve in termini di distanza, ma ricchissimo di scorci pittoreschi, leggende e capolavori architettonici.
Praga, conosciuta non a caso come la “città dalle cento guglie”, svela in questo tragitto le sue atmosfere fiabesche e contrastanti – un mosaico di stili romanico, gotico, barocco e neogotico che convivono armoniosamente in pochi chilometri. Prepariamoci quindi a un’esperienza descrittiva e pratica: passo dopo passo scopriremo curiosità, panorami e consigli utili per apprezzare appieno questo angolo incantevole di Praga.
Ponte Carlo
Il nostro viaggio inizia sul Ponte Carlo (Karlův most), uno dei simboli indiscussi di Praga. Costruito in pietra arenaria, con 16 possenti arcate, questo ponte fu edificato nel XIV secolo per volere del re boemo Carlo IV. La prima pietra venne posata il 9 luglio 1357 alle 5:31 del mattino, in un momento scelto non a caso: secondo gli astrologi reali, l’allineamento numerico di quella data e ora (135797531) avrebbe assicurato stabilità e lunga vita alla struttura. I lavori, affidati all’architetto Petr Parléř (già impegnato nella costruzione della Cattedrale di San Vito), si conclusero nel 1402.
Il Ponte Carlo sostituì il precedente ponte di legno e poi di pietra (il Ponte di Giuditta) distrutto da una piena della Moldava nel 1342. In origine fu chiamato semplicemente “ponte di pietra” o “ponte di Praga”, e solo dal 1870 assunse il nome attuale in onore di Carlo IV.
Alle sue estremità furono erette torri difensive: sul lato di Staré Město (Città Vecchia) svetta la celebre Torre del Ponte della Città Vecchia, elegante esempio di gotico civile, mentre dalla parte di Malá Strana il ponte è custodito da due torri più basse, residuo delle antiche fortificazioni medievali.



Oltre alla sua robusta ingegneria (si narra persino che nella malta furono mescolati tuorli d’uovo per rendere il ponte più resistente), Ponte Carlo è avvolto da un’aura leggendaria. Si racconta che durante la costruzione, poiché le arcate continuavano a crollare ogni notte, l’architetto fece un patto col diavolo, promettendogli l’anima del primo che avesse attraversato il ponte una volta terminato.
Tragicamente – vuole la leggenda – la prima a passare fu la moglie dell’architetto, sacrificando così la sua anima per il successo dell’opera. Magia ed esoterismo a parte, ancora oggi il ponte ha superato indenne alluvioni devastanti (come quella del 2002) grazie alla sua solida costruzione.
Attraversando i 515 metri del Ponte Carlo, il visitatore è accompagnato da una galleria di trenta statue barocche di santi e personaggi biblici che fiancheggiano il parapetto. Queste sculture, aggiunte a partire dal XVIII secolo per volontà dei Gesuiti, sono in gran parte copie: gli originali sono conservati al riparo dalle intemperie in musei cittadini.
Fra tutte le statue, la più celebre è senza dubbio quella di San Giovanni Nepomuceno, l’ottava a destra procedendo dalla Città Vecchia. San Giovanni Nepomuceno, sacerdote e martire boemo, fu gettato nelle acque della Moldava nel 1393 per ordine del re Venceslao IV – pare per aver rifiutato di rivelare i segreti della confessione della regina.
La leggenda aggiunge dettagli macabri: prima di gettarlo nel fiume, i carnefici gli tagliarono la lingua, ma questa riemerse miracolosamente intatta e sanguinante tempo dopo la sua morte. Nel punto in cui il corpo scomparve tra le onde furono viste brillare cinque stelle (oggi simbolo del santo, spesso raffigurato con un’aureola di 5 stelle). La statua di Nepomuceno, eretta nel 1693, è considerata portafortuna: accarezzare la targhetta di bronzo alla sua base (che raffigura il santo mentre viene gettato dal ponte) garantirebbe buona sorte per dieci anni.
Non stupisce quindi vedere la placca lucida e consumata dal tocco di milioni di mani. Mentre ci soffermiamo ad ammirare Nepomuceno e magari a esprimere un desiderio, gettiamo uno sguardo al magnifico panorama: da qui si abbracciano con lo sguardo le sagome dei palazzi della Città Vecchia da un lato e, dall’altro, le cupole verdi e i tetti rossi di Malá Strana, nostra prossima meta.



Malá Strana
Attraversato il Ponte Carlo e oltrepassata la torre di guardia sul lato opposto, ci ritroviamo immersi nel pittoresco quartiere di Malá Strana. In italiano il nome significa “Città Piccola”, ma l’atmosfera che vi si respira è decisamente fiabesca e senza tempo.
Malá Strana accoglie il visitatore con le sue stradine acciottolate, fiancheggiate da eleganti palazzi nobiliari, antiche case dalle facciate color pastello e maestose chiese barocche. Questo è il quartiere ai piedi del Castello di Praga, sulla riva sinistra della Moldava, ed è considerato uno dei più affascinanti e romantici della città. Basta pochi passi oltre il ponte per percepire un cambio di scenario: dalla vivacità della Città Vecchia si passa a un labirinto di viuzze medievali e cortili nascosti, dove il tempo sembra essersi fermato.
Malá Strana vanta una storia antichissima. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando venne formalmente fondata da re Přemysl Otakar II nel 1257, ma l’area era abitata già dall’VIII secolo grazie alla posizione strategica sulle rotte commerciali.
Dopo un devastante incendio nel 1541 che distrusse gran parte del rione, Malá Strana risorse splendidamente in forme rinascimentali e soprattutto barocche, assumendo l’aspetto pittoresco che ammiriamo oggi. Camminando, si notano ovunque i segni di questo passato glorioso: facciate ornate, portali con stemmi di famiglie nobili, balconcini in ferro battuto e lampioni a gas d’altri tempi.

Durante il XVII e XVIII secolo questo quartiere fu prediletto dall’aristocrazia, che qui costruì i propri palazzi (molti dei quali oggi ospitano ambasciate, istituzioni culturali o hotel di charme). Successivamente, quando la nobiltà si trasferì a Vienna e altrove, Malá Strana evitò le ristrutturazioni moderne del XIX secolo, conservando così intatto il suo carattere storico. Il risultato è che oggi ci troviamo in un luogo dal fascino autentico: un museo a cielo aperto di architettura barocca e rinascimentale, con tetti di tegole rosse, piazzette tranquille e giardini appartati, il tutto dominato dallo sfondo scenografico del Castello che veglia dall’alto.
Il cuore pulsante di Malá Strana è Malostranské Náměstí, la piazza principale del quartiere. Per raggiungerla dal ponte si percorre via Mostecká, affiancata da negozi e caffè, fino a sbucare nella spaziosa piazza lastricata. Qui lo sguardo è immediatamente catturato dalla monumentale Chiesa di San Nicola, capolavoro barocco dalla cupola verde brillante e dall’alto campanile. Costruita tra il 1703 e il 1750 da tre generazioni di architetti della famiglia Dientzenhofer (padre, figlio e genero), la chiesa di San Nicola domina Malostranské Náměstí al punto da dividere la piazza in due sezioni (piazza “superiore” e “inferiore”). La sua facciata convessa e gli interni fastosamente decorati (affreschi giganteschi sul soffitto, colonne e statue dorate) rappresentano una delle massime espressioni del barocco boemo.
È curioso pensare che questa chiesa fu costruita proprio in contrappunto alla Cattedrale di San Vito: il cattolicesimo trionfante dopo la Battaglia della Montagna Bianca (1620) volle un santuario sontuoso a Malá Strana, quasi a rispondere al gotico “protestante” di San Vito che svetta sulla collina. Nella piazza, accanto alla chiesa, si innalza anche una Colonna della Santissima Trinità (o Colonna della Peste) eretta nel 1715 come ex voto per la fine di un’epidemia – elemento tipico di molte città europee. Intorno, sorgono palazzi storici come il Palazzo Liechtenstein (splendido edificio barocco blu e crema, un tempo sede del governatore Karel Liechtenstein) e il Municipio di Malá Strana. Non mancano caffè con tavolini all’aperto e artisti di strada che animano l’atmosfera. Sedersi su una panchina di Malostranské Náměstí consente di assaporare la vivacità e al contempo la serenità di questo luogo: turisti e praghesi si mescolano, incorniciati da architetture secolari. Da qui, il Castello pare ancora più imponente sopra di noi, suggerendo la prossima tappa del nostro cammino.
Via Nerudova
Dalla piazza di Malá Strana inizia la storica Via Nerudova, che costituisce il tratto principale della salita verso il Castello. Questa strada in pendenza è una delle più affascinanti di Praga, ricca di dettagli per chi sa osservare. Oggi è intitolata a Jan Neruda, poeta e scrittore ceco del XIX secolo, che qui visse e trasse ispirazione per la sua famosa raccolta “I racconti di Malá Strana”.
Imboccando via Nerudova da Malostranské Náměstí (sul lato opposto alla chiesa di San Nicola), sembra di entrare in un set cinematografico d’altri tempi: la via è fiancheggiata da antiche case borghesi, oggi sede di ristorantini, botteghe di souvenir e piccole pensioni. Ma soprattutto, alzando lo sguardo verso i portali e le facciate, noterete qualcosa di particolare: molti edifici non hanno numeri civici visibili. Prima dell’introduzione della numerazione nel 1770 infatti, le case di Praga venivano identificate con insegne e simboli posti sopra l’ingresso. Via Nerudova è celebre proprio per questa tradizione: lungo la passeggiata potrete divertirvi a scovare le antiche insegne intagliate nella pietra o dipinte, ciascuna con un significato e una storia.
Ecco alcuni esempi: al civico 47 si trova la “Casa dei Due Soli”, con un bassorilievo raffigurante due soli sorridenti (o a detta di qualcuno, “piuttosto scontrosi”). Questa fu l’abitazione in cui Jan Neruda trascorse gran parte della sua vita, e proprio due soli campeggiano sulla copertina di alcune edizioni delle sue opere. Poco più avanti, cercate la Casa delle Tre Api o la Casa del Grifone – ogni portone riserva una sorpresa. Troverete la Casa del Leone Rosso (n. 41), con un leone rosso che stringe una coppa d’oro – un tempo dimora del pittore Petr Brandl. Poi la Casa del Leone d’Oro (n. 32), oggi museo della farmacia, e la pittoresca Casa dei Tre Violini (n. 12), così chiamata perché appartenuta a tre famiglie di liutai, con un’insegna che raffigura tre violini incrociati.
E ancora: passeggiando potrete individuare la Casa dell’Aragosta Verde, la Casa del Cigno Bianco, la Casa dell’Aquila Nera… una vera caccia al tesoro architettonica! Queste insegne non solo aiutavano un tempo a identificare le abitazioni, ma oggi donano a via Nerudova un carattere unico, facendoci immaginare la vita della Praga di secoli fa. L’importanza artistica di questa strada risiede anche nei bei palazzi nobiliari che la adornano: in fondo alla via, verso la sommità, riconoscerete ad esempio il Palazzo Morzin (civico 5), con due statue di mori che reggono il balcone, oggi sede dell’Ambasciata di Romania. Di fronte, il Palazzo Thun-Hohenstein (civico 20), con aquile scolpite sul portale, oggi ospita l’Ambasciata d’Italia.
Ogni edificio avrebbe storie da raccontare, tra visite di imperatori, processioni reali e personaggi illustri che sono passati di qui nei secoli. Via Nerudova è dunque non solo un collegamento geografico verso il Castello, ma anche un collegamento ideale con il passato letterario e culturale di Praga.
Salita al Castello
Proseguendo lungo via Nerudova, la strada si fa più ripida man mano che ci avviciniamo alla sommità della collina di Hradčany. La fatica però è ampiamente ripagata dai panorami che si aprono dietro di noi ad ogni svolta. A metà salita è consigliabile voltarsi: la vista spazia sui tetti di Malá Strana e sulla Moldava che serpeggia placida, con i ponti di Praga allineati in lontananza. In particolare, una volta giunti nei pressi di Piazza Hradčanské Náměstí (la piazza antistante il Castello), sul lato meridionale si trova un belvedere naturale. Da qui si gode di un colpo d’occhio irripetibile su un mare di tegole rosse che ricoprono Malá Strana, sulle torri della Città Vecchia e persino sul verde colle di Petřín e la sua torre panoramica. È uno dei panorami più famosi di Praga, spesso immortalato in cartolina – soprattutto al tramonto, quando la città si accende di bagliori dorati.
Per l’ultimo tratto di ascesa, possiamo scegliere fra due opzioni: continuare lungo la strada asfaltata (che cambia nome in via Úvoz/Ke Hradu) oppure imboccare la suggestiva Staré zámecké schody, ovvero la “antica scalinata del Castello”. Questa storica scalinata, composta da 121 gradini in pietra, collega Malá Strana al portone orientale del Castello. Salire i suoi gradini significa calpestare un percorso usato fin dal medioevo, immaginando gli antichi cittadini che vi salivano affannati con carretti e mercanzie.
Lungo la salita, la ringhiera e gli slarghi offrono ulteriori punti panoramici: fermatevi a metà scalinata a prendere fiato e ammirate la città sottostante – la Moldava scintillante, i campanili e le cupole di Malá Strana proprio sotto di voi, e più in là le guglie gotiche di Staré Město.

Si capisce perché Praga sia soprannominata la “città delle mille guglie”. Nei mesi più caldi, qualche artista di strada potrebbe allietare la salita con un violino o una fisarmonica, rendendo l’atmosfera ancora più magica. In cima, la scalinata conduce direttamente all’ingresso orientale del complesso del Castello; se invece avete seguito via Nerudova, sbucherete nella vasta Piazza Hradčanské proprio di fronte al portone principale. In entrambi i casi, l’arrivo è spettacolare e lascia il visitatore senza fiato (sia per la salita che per la bellezza di ciò che appare all’orizzonte!).
Arrivo al Castello
Giunti al Castello di Praga (Pražský hrad), si ha l’impressione di entrare in una piccola città dentro la città. Il Castello non è un castello nel senso tradizionale di un singolo edificio, ma un enorme complesso fortificato di palazzi, chiese, cortili e torri che si estende sulla collina di Hradčany.
Con una superficie di quasi 70.000 metri quadrati, è annoverato nel Guinness dei Primati come il castello antico più grande del mondo. L’impatto visivo è grandioso: ci troviamo in Piazza Hradčanské Náměstí, uno spazio monumentale ornato da una colonna mariana barocca e dalla statua equestre di San Giorgio. Sulla piazza affacciano eleganti edifici storici (come il Palazzo Arcivescovile e il Palazzo Schwarzenberg, splendido esempio di rinascimentale con la sua facciata decorata a sgraffito), ma l’attenzione è calamitata dal portale d’ingresso del Castello. Il Cancello principale è fiancheggiato da due imponenti gruppi scultorei in pietra raffiguranti titani in lotta – scene di gigantomachia che sorvegliano il passaggio.
Sul Castello di Praga e sulla Cattedrale di San Vito trovi un altro articolo sul nostro blog
Conclusione
Dal Ponte Carlo al Castello di Praga, passando per Malá Strana, abbiamo percorso un itinerario breve ma densissimo, che condensa l’essenza storica e artistica di Praga. In poche ore di cammino abbiamo attraversato epoche diverse: dal medioevo di Carlo IV (testimoniato dall’architettura gotica del ponte e della cattedrale) al fiorire barocco del XVIII secolo (splendido in Malá Strana e in chiese come San Nicola), con incursioni ancora più antiche nel romanico (la basilica di San Giorgio, le fondamenta del castello) e proiezioni nel neogotico ottocentesco. Pochi luoghi al mondo offrono un intreccio così armonioso di stili: romanico, gotico, barocco e neogotico convivono a distanza ravvicinata, raccontando ognuno un capitolo della storia di Praga. Questo itinerario, oltre che un viaggio nell’arte, è anche un viaggio nelle atmosfere: dal brulicare di artisti e leggende su Ponte Carlo, alla quiete romantica dei giardini di Malá Strana, fino alla solennità regale del Castello.
Il consiglio finale è di affrontare questo percorso lentamente, concedendosi il tempo di osservare i dettagli – un’insegna antica su via Nerudova, un cortile nascosto dietro un portone socchiuso, i riflessi della luce sulle statue del ponte al tramonto. Praga sa ricompensare i viaggiatori curiosi: ogni angolo nasconde una storia, ogni pietra potrebbe sussurrare una leggenda. Armati di curiosità (e magari di una buona guida cartacea per ulteriori spunti), lasciatevi guidare dai vostri passi e assaporate senza fretta questo angolo di Praga. Il Castello di Praga vi attenderà in cima, ma la vera bellezza sta nel percorso per raggiungerlo. Buon viaggio nel tempo a Praga!
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