Incastonato su un enorme sperone roccioso a strapiombo, San Leo domina la Val Marecchia dall’alto dei suoi 583 metri di altitudine. Alle spalle della Repubblica di San Marino e a poca distanza dalla Riviera di Rimini, questo borgo unico in Emilia Romagna è una tappa imperdibile per chi ama i luoghi dove storia, spiritualità e mistero si intrecciano. Citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, patria di eventi che hanno segnato l’Italia medievale e rinascimentale, San Leo è oggi uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Sommario dell'articolo
San Leo: perché visitarlo
San Leo è molto più di un borgo medievale. È il cuore storico del Montefeltro, la regione che prende il nome proprio da questa antica città, un tempo chiamata Mons Feretrus per il tempio romano dedicato a Giove Feretrio.
Frequentato da San Francesco d’Assisi, che qui incontrò il conte Orlando di Chiusi dando origine alla donazione del Monte della Verna, e da Dante, che lo citò nel Purgatorio, San Leo è stato nel corso dei secoli teatro di assedi, contese tra signorie, luogo di arte e di fede. La sua storia la rese un centro di potere politico e militare di grande importanza, tanto da ospitare per un periodo la corte itinerante di re Berengario II.
La Fortezza di San Leo
Il possente masso calcareo su cui sorge San Leo è esso stesso una fortificazione naturale: un’enorme piattaforma rocciosa formatasi nel Miocene, con pareti scoscese e verticali che la rendono inespugnabile. I Romani compresero per primi il valore strategico del sito, erigendo una fortificazione sul suo culmine.
Durante il Medioevo la fortezza fu contesa aspramente da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi. Nel X secolo divenne teatro di un episodio cruciale: tra il 961 e il 963, l’imperatore Ottone I di Sassonia assediò Berengario II proprio a San Leo. In quegli anni il borgo divenne un centro politico e militare di primaria importanza per il regno italico, pur senza poter essere definito una capitale nel senso moderno del termine.

Con l’arrivo dei conti di Montecopiolo – i futuri Montefeltro – San Leo divenne il cuore pulsante della loro signoria. Ma la rocca continuò a essere oggetto di contese, fino a quando, nel 1441, il giovane Federico da Montefeltro compì un’impresa rimasta leggendaria: un’ardita scalata che gli permise di riconquistare la fortezza ai danni dei Malatesta.
Consapevole delle innovazioni introdotte dall’artiglieria, Federico affidò la trasformazione della rocca al grande architetto e ingegnere Francesco di Giorgio Martini. La struttura medievale, fatta di torri quadrangolari e mura di cinta, venne ridisegnata in chiave rinascimentale, con bastioni poligonali e baluardi capaci di resistere alle armi da fuoco. Nacque così la Fortezza di San Leo che oggi conosciamo: un capolavoro dell’architettura militare del Quattrocento, fuso in modo naturale con lo sperone calcareo.
Con l’annessione allo Stato Pontificio nel XVII secolo, la fortezza smise di essere presidio militare e fu trasformata in carcere. Qui furono rinchiusi prigionieri celebri, come Felice Orsini e soprattutto Giuseppe Balsamo, il Conte di Cagliostro, alchimista ed esoterista palermitano. Detenuto dal 1791 fino alla morte nel 1795, Cagliostro ha legato per sempre la sua leggenda a San Leo: ancora oggi, la sua cella chiamata “Pozzetto” è tra i luoghi più visitati della rocca, avvolta da mistero e racconti popolari.

Visitare oggi la fortezza significa compiere un viaggio nel tempo, tra sale espositive, armi, memorie storiche e leggende. Dalle terrazze, lo sguardo si apre sulla Val Marecchia, sul Montefeltro e, nelle giornate limpide, fino al mare Adriatico.
Cosa vedere a San Leo
Il borgo di San Leo è un autentico museo a cielo aperto, dove in pochi passi si concentrano testimonianze di epoche diverse.
Il percorso ideale inizia dalla Pieve di Santa Maria Assunta, il più antico edificio religioso della città, costruito in epoca preromanica sui resti di un sacrario paleocristiano. La sua architettura semplice e solenne ricorda il ruolo fondamentale che San Leo ebbe nella diffusione del cristianesimo grazie all’eremita Leone, da cui il borgo prende il nome.
Accanto alla Pieve si erge la Cattedrale di San Leone, consacrata nel 1173 e realizzata in stile romanico-lombardo. Costruita con blocchi di arenaria chiara, è affiancata da una torre campanaria di origine bizantina, che le conferisce un profilo inconfondibile. All’interno custodisce capitelli scolpiti e resti di mosaici, che testimoniano l’importanza spirituale della città medievale.
Dal cuore religioso a quello civile: la Torre Civica e la Piazza Dante rappresentano il centro vitale del borgo. È qui che Dante trovò ospitalità, e dove nel 1213 San Francesco d’Assisi incontrò il conte Orlando di Chiusi. Da quell’incontro nacque la donazione del Monte della Verna in Casentino, destinato a diventare uno dei luoghi più importanti della spiritualità francescana.



Gli edifici rinascimentali completano il quadro: il Palazzo Mediceo, oggi sede del Museo di Arte Sacra, espone opere e arredi liturgici di grande pregio; il Palazzo Della Rovere, attuale sede del Municipio, e la residenza dei Conti Severini-Nardini testimoniano il potere delle famiglie che si contesero il Montefeltro.
Passeggiando per le vie, il visitatore incontra scorci panoramici che aprono lo sguardo sui monti, fino alla Riviera e al mare. Nei dintorni si trovano conventi e ruderi di castelli – come quello di Pietracuta – che arricchiscono ulteriormente il patrimonio del territorio.
San Leo non è solo un borgo da visitare, ma un luogo da vivere lentamente: tra la maestosità della sua fortezza, la spiritualità delle sue chiese e la suggestione dei suoi panorami, offre un’esperienza che unisce storia, fede, arte e natura.
Panorami e natura
Oltre al patrimonio artistico e storico, San Leo regala panorami straordinari. Dalle mura e dalla fortezza lo sguardo spazia sulla Val Marecchia, fino al mare Adriatico e ai monti dell’Appennino. Nei dintorni si trovano sentieri naturalistici e punti panoramici ideali anche per attività sportive come il parapendio, praticato dal vicino Monte San Severino.

San Leo oggi
Oggi San Leo è una meta turistica d’eccellenza, location per film e documentari, e luogo di cultura che unisce memoria storica e bellezze naturali. Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, mantiene intatto il suo fascino medievale e rinascimentale, offrendo un viaggio unico attraverso le epoche.

Conclusione
San Leo non è un borgo qualsiasi: è un luogo dove la storia d’Italia ha scritto pagine fondamentali, dove spiritualità e mistero si fondono, dove il paesaggio domina incontrastato. Che sia per ammirare la Fortezza, visitare le chiese romaniche, passeggiare nella piazza dedicata a Dante o semplicemente contemplare il panorama, San Leo rimane una delle mete più suggestive dell’Emilia Romagna e dell’intera penisola.
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