L’Orologio Astronomico di Praga, installato sul lato sud del Municipio della Città Vecchia in piazza Staroměstské náměstí, è uno straordinario capolavoro medievale che da secoli unisce tecnica e arte, scandendo il tempo con un fascino unico.
Sommario dell'articolo
Realizzato nel 1410, questo complesso meccanismo scientifico non è solo un orologio, ma una miniera di storia, astrologia e leggende. Ogni ora, allo scoccare del tempo, si anima con lo spettacolo dell’Orloj di Praga, suscitando meraviglia nei turisti che si accalcano sotto la torre.
La torre stessa, con il suo ascensore panoramico, offre una vista mozzafiato sulla città, in cui l’Orologio è incastonato come un gioiello in un palazzo gotico. In questo articolo ripercorriamo la storia millenaria dell’Orloj, esplorando il fascino del suo spettacolo orario, il complesso quadrante astronomico, la nera leggenda dell’accecamento di Hanuš e le curiosità che lo rendono unico.
Il fascino dello spettacolo
Impossibile parlare dell’Orloj senza evocare la sua celebre processione degli Apostoli: ogni ora in punto, tra le 9 e le 23, decine di persone si radunano in piazza per assistere a questo meraviglioso rituale meccanico. Il meccanismo, azionato da ingranaggi antichi, mette in movimento le finestrelle superiori: da qui esce la parata di dodici statuine lignee degli Apostoli che, una alla volta in coppia, fanno un brevissimo saluto al pubblico. Il corteo termina col canto di un gallo dorato, che annuncia l’ora con un chicchirichì seguito dal suono della tromba.

Accanto a questa processione, quattro figure allegoriche fisse animano uno scenario medievale pieno di simbolismo. Queste statue – poste ai lati dell’orologio – incarnano i più temuti vizi dell’epoca: la Vanità (un personaggio che si ammira in uno specchio), l’Avarizia (un banchiere che agita il borsello d’oro), la Lussuria/Invadenze straniere (rappresentata da un fiero Turco) e la Morte (uno scheletro che capovolge la clessidra). Alla sua ora, lo scheletro muove la clessidra e suona la campana, invitando i tiranni dell’avidità e della vanità a scuotere il capo negando il tempo che passa. In questo modo il quadrante superiore dell’orologio presenta un drammatico contrasto: i vizi terreni che ammoniscono la folla controcorrente alla speranza incarnata dagli Apostoli.
- La Vanità si riflette nello specchio, figurando la frivolezza e la vanagloria umana.
- L’Avarizia è rappresentata dal mercante col sacco di monete, che agita il denaro in segno di bramosia.
- Il Turco (talvolta interpretato come simbolo di invasori stranieri o di lussuria) scuote la testa in segno di rifiuto, ricordando la paura delle incursioni barbareavantgarde-prague.itpraga.info.
- La Morte, uno scheletro ghignante, dà il via allo spettacolo ogni ora suonando la campana e capovolgendo la clessidra: la sua presenza ricorda la fugacità della vita.
Le statue lignee degli Apostoli (aggiunte in epoca moderna, dopo il restauro del 1945) aggiungono un tocco di dignità alla scena: si fanno avanti due a due, ciascuno con i propri simboli (per esempio, San Pietro con la chiave del Paradiso, San Paolo con libro e spada), completando un rituale unico al mondo.
Al termine del corteo, un gallo dorato sulla sommità del quadrante canta il nuovo scoccare dell’ora: secondo la leggenda, il suo canto a ogni ora farebbe fuggire spiriti maligni da Praga. Questa combinazione di arte, musica e simboli rende lo spettacolo dell’Orologio di Praga irresistibile per visitatori di ogni età.
Dentro il meccanismo
Il cuore dell’Orloj è un complicato quadrante astronomico, un vero astrolabio medievale che proietta sul vetro l’intera cosmologia geocentrica dell’epoca. Di forma circolare, il quadrante è suddiviso in più cerchi concentrici colorati e mobili che mostrano contemporaneamente:
- La posizione del Sole e della Luna sullo sfondo del cielo. Una lancetta dorata con il simbolo del Sole ruota seguendo le ore del giorno (visibile sul fondo blu) e della notte (sullo sfondo nero)pragatrip.it. Accanto, una sfera lunare permette di seguire le fasi lunari in tempo realepragatrip.it.
- L’anello zodiacale mobile, che scandisce il percorso annuale del Sole tra le costellazioni. I segni zodiacali sono incisi su un disco rotante, ed indicano a quale segno corrisponde il Sole in quel momentovivipraga.it.
- Le antiche ore boeme e italiche. Sul cerchio esterno sono indicate le «ore boeme» (o «ore dell’alba»), un antico sistema di rilevazione del tempo in uso a Praga al momento della costruzione dell’Orologiopragatrip.it. Una lancetta dorata con numeri gotici segue queste ore tradizionali.
- I momenti del giorno (aurora, alba, tramonto, crepuscolo). Su varie sezioni del quadrante si leggono parole latine come aurora, ortus (alba), occasus (tramonto), crepusculum (crepuscolo), che mostrano la divisione del ciclo solare nelle quattro fasi quotidiane.
- Il modello geocentrico. Al centro del quadrante campeggia la rappresentazione della Terra, in linea con l’idea tolemaica medievale: intorno alla Terra azzurra ruota il Sole dorato, come se fosse un disco sideralevivipraga.it.
Grazie a questo insieme di indicatori, il quadrante fornisce informazioni astronomiche molto dettagliate: dall’ora del giorno corrente alla posizione dei corpi celesti lungo l’eclittica, fino all’antica ora boema, distinguibile dai numeri arabi sul bordo esterno scuro.
È stupefacente pensare che, mentre noi oggi diamo per scontato un’ora definita e precisa, questo meccanismo cinquecentesco – con oltre 360 milioni di denti negli ingranaggi – consentiva a contadini e astronomi di conoscere cielo e tempo con incredibile precisione. La “terza lancetta” (in realtà una piccola stella dorata) segna addirittura il tempo sidereo, e tutto il quadrante ricorda i grandi cicli della natura del tempo dell’anno.

Al di sotto del quadrante astronomico è posto il quadrante del calendario, aggiunto nel XIX secolo. Questo secondo disco rotante, opera del pittore boemo Josef Mánes, illustra i dodici mesi dell’anno tramite splendide scene di vita rurale. Ciascun medaglione circolare mostra le attività tipiche del mese corrispondente (seminagioni, raccolto, vendemmia, ecc.), mentre le 12 costellazioni dello zodiaco – riportate in piccoli cerchi – incorniciano il tutto. Al centro del disco si nota lo stemma medievale della Città Vecchia. Attorno al quadrante inferiore stanno quattro statue allegoriche fisse che rappresentano le principali discipline del tempo: un filosofo con un libro (filosofia), un astronomo con un cannocchiale (astronomia), un arcangelo con spada e scudo (teologia) e un matematico con pergamena (matematica).
Oggi il quadrante inferiore visibile è una copia del dipinto originale di Mánes (l’opera originale è esposta al Prague City Museum). L’aspetto pittoresco di questi dipinti contrasta con la complessità ingegneristica del congegno soprastante, dimostrando come l’Orloj fosse concepito non solo come strumento tecnico ma anche come grande opera d’arte da ammirare giorno per giorno.
La leggenda oscura
Intorno alla realizzazione dell’Orloj aleggia una delle leggende più cupe e diffuse della storia praghesa. Secondo il racconto popolare, il maestro orologiaio Hanuš (Hans) di Růže, geniale e ricercato, avrebbe costruito questo orologio nel 1490. Per evitare che ripetesse il miracolo altrove, i consiglieri municipali lo fecero accecare con ferri roventi. Annoiato dalla tragedia, Hanuš avrebbe giurato vendetta: si introdusse nell’orologio e ne bloccò il meccanismo, fermandolo per un secolo finché i praghese, rimasti senza il prezioso orologio, non furono costretti a supplicarlo di ripristinarlo. In alcune versioni del mito, il maestro morì subito dopo aver sabotato l’orologio, proferendo una maledizione sul popolo di Praga.
La verità storica è però molto diversa e meno romanzesca. Documenti antichi dimostrano che l’Orloj fu effettivamente costruito nel 1410, più di ottanta anni prima di Hanuš, ad opera del mastro orologiaio Mikuláš di Kadaň (Nikolaus von Kadan) insieme al professore universitario Jan Šindel, esperto di matematica e astronomia. Questi due uomini combinarono la tecnologia meccanica del tempo con calcoli astronomici avanzati per creare un orologio avveniristico. Hanuš, invece, compare nella documentazione solo nel 1490, quando lo storico Jan Taborský lo cita come colui che “perfezionò” l’orologio originario. In altre parole, Hanuš non lo progettò ma ne realizzò alcuni ritocchi e riparazioni importanti alla fine del XV secolo. Probabilmente dallo scrupolo di Taborský è nata l’equivoca leggenda, che nei secoli successivi si è trasformata nel mito romantico dell’artigiano accecato.

Quindi il vero “mistero” dietro l’Orloj rimane quello dell’ingegno medievale, non di un fatidico intervento maledetto. Come sottolineano gli storici, Mikuláš di Kadaň e Jan Šindel furono i creatori originali e il loro capolavoro servì a Praga per centinaia di anni. Le storie macabre di Hanuš, tuttavia, hanno aggiunto un alone di magia nera alla fama dell’orologio, rendendo il suo fascino ancora più oscuro agli occhi dei visitatori.
Salire sulla torre
Un aspetto molto suggestivo dell’esperienza all’Orloj è salire sulla torre del Municipio della Città Vecchia. Il percorso fino in cima, completamente accessibile grazie a un moderno ascensore senza barriere architettoniche, conduce a una balconata panoramica da cui la vista spazia su tutta Praga. Da qui si può riconoscere l’inconfondibile skyline della città: la Cattedrale di San Vito, il Castello, il Ponte Carlo e i tetti rossi del centro storico si dispiegano ai vostri piedi in un colpo d’occhio mozzafiato. La torre è aperta tutto il giorno e la sera, perciò si può scegliere se godersi il panorama diurno, quando si distinguono chiaramente i monumenti e le cupole della città, o quello crepuscolare e notturno, quando Praga si illumina come in una fiaba.
La salita può essere effettuata con l’ascensore oppure, per chi preferisce l’esperienza tradizionale, con le scale storiche interne. In entrambi i casi, è consigliabile acquistare in anticipo il biglietto per la torre – soprattutto nei giorni di alta affluenza – per evitare lunghe code.

Il biglietto (circa 200-300 CZK, ovvero 8–12 €) dà accesso anche alle sale storiche del Municipio e ai sotterranei medievali. Una volta in cima, il panorama a 360° vale ampiamente l’investimento: guardando verso ovest si ammira il quartiere di Malá Strana, a nord le colline e la torre della televisione di Žižkov, a est le cupole barocche di Praga, mentre il centro si stende a sud dominato dal castello. Molti visitatori suggeriscono di salire al tramonto, quando il sole che scende tinge di arancio la città e crea un effetto romantico sulle guglie. In alternativa, assistere allo spettacolo dell’orologio dal basso e poi salire in torre subito dopo consente di avere il meglio di entrambi i mondi – il mistero antico e la visione da cartolina.
Curiosità e fatti insoliti
L’Orloj è ricco di dettagli sorprendenti che lo rendono un’attrazione unica al mondo. Ad esempio, è considerato il più antico orologio astronomico ancora funzionante: risalendo al 1410, vanta più di 600 anni di storia continua. È infatti il terzo orologio di questo genere più antico nel mondo, dopo quelli di Lubiana e Strasburgo, ma il primo ancora perfettamente operativo. Altre curiosità includono:
- Il gallo dorato: la piccola statua del gallo sopra le finestre degli Apostoli non è solo decorativa. Ogni ora il gallo cantando segna la chiusura dello spettacolo, ed è diventata una sorta di portafortuna: secondo una leggenda locale, il suo canto allontana gli spiriti malvagi da Pragavivipraga.itit.wikipedia.org. Si racconta anche l’aneddoto di un passero che, rimasto incastrato nel becco dello scheletro durante il Corteo, stette immobile per un’ora intera – finché non sentì il nuovo canto del gallo dorato e poté liberarsi vivo!
- I dodici mesi di Josef Mánes: il quadrante inferiore, con i dodici medaglioni mensili, fu dipinto da Josef Mánes negli anni 1860 e poi replicato in ottone. Le sue illustrazioni sono oggi così preziose che l’originale dipinto è conservato al Museo della Città di Pragait.wikipedia.orgpraga.info. Curiosamente, narra una leggenda metropolitana che l’artista cadde in un esaurimento nervoso subito dopo aver terminato l’opera, come se il mistero del tempo fosse troppo per lui (anche se si tratta di una coincidenza non confermata).
- I denti del meccanismo: i tecnici affermano che il meccanismo contiene 365.366.379 denti distribuiti in innumerevoli ingranaggipraga.info. Un numero che sembra un po’ scherzoso – in fondo quanti denti può davvero avere un orologio? – ma ben indicativo dell’incredibile complessità interna dell’Orloj.
- Restauri recenti: l’Orologio è stato restaurato più volte nel corso dei secoli. L’ultimo grande intervento è durato dal 2017 al 2018: le statue degli Apostoli sono state ridipinte, le nuove finestre di vetro colorato (ex 1970) hanno sostituito quelle vecchie, e il meccanismo elettrico post-bellico è stato riportato alla versione meccanica originale di fine Ottocentoitaliapragaoneway.euit.wikipedia.org. I lavori, costati circa 48 milioni di corone (1,8 milioni di euro), hanno riportato l’orologio all’antico splendore, tanto che il 28 settembre 2018 – giorno di San Venceslao – l’Orloj è tornato a funzionare completamene in occasione del 710° anniversario della sua prima accensioneitaliapragaoneway.euit.wikipedia.org.
- Superstizioni: per secoli i praghesi hanno creduto che un fermo dell’orologio sia di cattivo auspicio per la città. Come ricorda un’antica diceria, se l’orologio smettesse di funzionare si scatenerebbero guerre o carestie su Pragavivipraga.it. Fortunatamente, ad oggi l’Orloj continua a ticchettare fedele, riportando solo gioia e stupore a chi lo osserva.
Conclusioni
L’Orologio Astronomico di Praga è molto più di un semplice orologio: è un’esperienza coinvolgente che intreccia storia, arte e mistero in un unico grande spettacolo medievale. Ogni sua parte – il quadrante astronomico, il calendario di Mánes, le statue animate – racconta storie di un passato lontano, mentre lo spettacolo degli Apostoli conferisce al visitatore la sensazione di vivere in un’altra epoca. La Torre dell’Orologio, infine, regala una vista indimenticabile sull’intera Praga, incorniciando il ricordo di questa avventura temporale.

Una visita a questo luogo iconico significa quindi non solo scoprire i segreti di un capolavoro ingegneristico, ma anche lasciarsi trasportare dalle leggende e dalle atmosfere uniche della Vecchia Praga. Che si salga sull’alta torre al tramonto o che si resti in piazza ad ammirare lo scoccare di un’altra ora, l’Orloj offrirà a ogni viaggiatore un ricordo indelebile di bellezza e meraviglia.
No Comment! Be the first one.